Prendi un modulo, scrivi come parli
Un Reminder gratuito dal Bazar, aperto nell’editor: la forma la tiene l’app. Il lavoro lo fa l’IA: tu parli, lei scrive.

IllAIra è il Continuity Layer fra te e i modelli: un sé digitale che cresce con te, scritto in file tuoi e tenuto da un’app sul tuo dispositivo — invece di un’altra chat che dimentica.
Gratis, con un account — e nessun piano a pagamento con nessun modello. I file restano sul tuo dispositivo.
L’App per Android è in beta e si installa a mano: come si installa, passo per passo
I tuoi file .md · Zero vendor lock-in · Privacy by design · Patent pending
Due strade, una base sola
La tua IA ti ricorda, da una conversazione all’altra e da un modello all’altro. Cosa cambia per te, come si salva un ricordo, dove restano i tuoi file, e come si prova in un clic.
Markdown e parser, Nuclei e moduli, ricerca per significato, provenienza, Sferografia, compatibilità: com’è fatto sotto, con la documentazione e la tabella dei due nomi di ogni cosa.
Stessi file, stesso motore: cambia solo con quali parole te lo raccontiamo. Anche nella WebApp: modalità Semplificata, Intermedia e Avanzata, e si cambia quando vuoi.
Se stai già pensando una di queste tre
«Tanto lo fanno già tutti: allego, incollo, mi tengo i file.»
Vero, e funziona. Ma un allegato dice come si fa una cosa; un Reminder dice chi è chi la fa — e non si reincolla a ogni chat.
Qual è la novità, in sei righe«Ho già un secondo cervello: Obsidian, un wiki per l’LLM, Graphify.»
Un grafo di note disegna quello che hai scritto. La Sferografia disegna com’è fatta una mente — e il tuo wiki, volendo, ci sta dentro come una delle sue memorie.
Non è il grafo che hai già visto«La mia IA ha già la memoria.»
Sì, ed è un sottoprodotto del servizio: annotata da loro, riusabile solo lì. Qui è un documento tuo, e non lo scrivi a mano: il testo lo consegna l’IA, archiviarlo è un tocco sul MemoKen. Una si subisce, l’altra si governa.
Cosa fa davvero quella memoriaE no, non si scrive tutto a mano: il riassunto di ogni sessione lo consegna l’IA stessa, con un modulo gratuito, dentro l’abbonamento che hai già — niente API. Il resto è un gesto: sull’App Android il MemoKen resta sul bordo dello schermo mentre sei nella chat — MEMO archivia, DROP porge i file a lotti nella chat dell’app del tuo fornitore; nel browser lo stesso clic di cattura lo fa la sua estensione, e chi non la vuole incolla in «Aggiungi log». Come l’IA scrive la memoria da sola →
Prima delle spiegazioni
L’app la disegna mentre la costruisci: un file, poi i moduli, poi i rami dei moduli.
Si parte da un file: il Reminder. Nasce vuoto apposta.
Remindermodulosezionestatosottomodulosottoroutine
Chi ha giocato a un gioco di ruolo la riconosce prima che gliela si spieghi: una mappa di nodi che si accendono, dove scegli il ramo su cui crescere e vedi che cosa sblocca prima di prenderlo. Qui serve alla stessa cosa, e la differenza è tutta lì: modellare la propria IA è diventato un gesto, non un mestiere. L’alternativa non è un’app più semplice — è tenere tutto dentro uno o più muri di testo e ricordarsi a memoria dove sta cosa. Il file resta lì sotto, identico e tuo: solo che per cambiarlo non devi più averlo tutto in testa.
Sviluppandosi, diventa questa:
Una Sferografia vera

Non è un rendering né un’illustrazione: è la schermata della CLM WebApp aperta su un Reminder completo. Al centro il file, attorno i moduli, poi le loro sezioni e i sottomoduli — ognuno con i rami suoi.
E non è la personalizzazione che ti danno i fornitori. Lì scegli il tono, aggiungi istruzioni, dai un nome: stai arredando una stanza dentro un edificio che resta loro, con limiti che decidono loro e che possono cambiare domani senza avvisarti. Qui la struttura è il file, per intero, il file è tuo, e quello che sposti su questa mappa cambia com’è fatta la tua IA — non come si presenta. È la differenza fra personalizzare un motore che qualcun altro ti presta e costruire una mente che rimane tua.
Aprila sui tuoi file, nel browser →Si apre nel browser, gratis con un account. Il Telaio è il Reminder di partenza: nasce vuoto apposta, e i moduli gratuiti del Bazar si aggiungono da dentro.
Apri la CLM WebAppIdentità, regole, memorie: ogni modulo è un nodo della Sferografia. Lo accendi con un clic e il resto resta dov’era — niente muri di testo da riscrivere. E le memorie non le scrivi tu: te le consegna il modello, e MemoKen le archivia con un tocco.
Il metodo, per estesoEsporti il file e lo metti dove il tuo modello tiene i documenti — la chat della tua IA, il posto dei file. Da lì lo rilegge a ogni conversazione. È Markdown, lo Standard è aperto: nessun motore è escluso.
Dove si carica, modello per modelloFunziona con qualunque modello che accetti un file o un’istruzione permanente, fra cui:
Sono i nomi in uso mentre scriviamo: cambiano loro, non il gesto.
Rende di più dove il modello ha un posto per tenere i file: un Progetto di Claude, di ChatGPT o di Grok, una Gem con Gemini Notebook come biblioteca. La matrice base la carichi una volta e la ritrovi in ogni conversazione, e puoi tenere più notebook specializzati con solo i moduli che servono. Con gli agenti da codice, i file stanno in locale e li leggono da soli. Dove rende di più →

Continuity Layer Manager
L’app che dà memoria e identità persistente alla tua intelligenza artificiale. Legge file modulari e li trasforma in un sistema vivo: personalità, memorie e capacità componibili.
Un Reminder gratuito dal Bazar, aperto nell’editor: la forma la tiene l’app. Il lavoro lo fa l’IA: tu parli, lei scrive.
La mappa di moduli e memorie; il riassunto lo scrive l’IA con il Logger. Sull’App Android il MemoKen è una tessera a due facce: MEMO porta il log nel file giusto senza uscire dalla chat, DROP porge i tuoi file alla chat dell’app del tuo fornitore, a lotti — o negli altri modi in cui la tua IA prende i file.
Un modello scaricato una volta cerca nei tuoi file senza mandarli in rete. Due file si fondono senza perdere una riga; esci con un testo pronto per qualunque modello.
Reminder a tier, moduli funzionali e di memoria: quello con cui si costruisce una simbiosi.
I cinque Tier del Reminder, dal telaio alla configurazione completa, più i moduli da innestare modulo dopo modulo. Standard aperto: quello che prendi è testo semplice e resta tuo.
Non ti serve un piano a pagamento con nessun fornitore. Oggi un piano gratuito ti mette già davanti un modello di prima fascia, e quando la sua quota finisce ce n’è un altro, gratis, che legge lo stesso file: l’identità e la memoria vivono nel file, non nel piano. Su questa base, l’esperienza ha poco da invidiare a chi paga.
I prezzi stanno sul banco, modulo per modulo: dove non sono fissati, il banco lo dice invece di inventarli.
IllAIra trattiene solo una commissione: il grosso del guadagno dall’acquisto dei tuoi moduli resta all’autore, con versioning e aggiornamenti sotto il tuo controllo.
Entra nel BazarCon qualunque modello che accetti un file o un’istruzione permanente, perché il Reminder è testo. Quasi ogni servizio ha un posto dove tenerlo e rileggerselo a ogni conversazione — cambia il nome della casella, non il gesto.
Dove si carica, modello per modelloNo. IllAIra funziona nelle due caselle che il tuo servizio ti dà già — i file di progetto e le istruzioni permanenti — e MemoKen porta dentro i file e riporta indietro le memorie, con un tocco; incollare a mano è solo la riserva. Nessuna chiave obbligatoria, nessun pagamento a consumo sopra l’abbonamento. Se ne hai una, puoi usarla: la Chat dentro l’App e la WebApp risponde con la tua chiave, con il tuo profilo davanti al modello.
Senza API, di propositoSolo al provider che hai scelto, dal tuo browser o dal tuo telefono: la WebApp e l’App chiamano quel provider direttamente, senza nessun nostro server in mezzo — niente della conversazione e niente della chiave arriva a illaira.com. Resta nel browser, o nell’archivio sicuro del telefono, finché non la dimentichi o esci; su un computer condiviso, dimenticala quando hai finito. I tuoi file arrivano al provider solo in «Sui miei file», e solo i passaggi che corrispondono al tuo messaggio. Se invece usi i crediti IllAIra — un modello nostro, pagato dal tuo saldo — i tuoi messaggi arrivano al provider tramite il server IllAIra: non conserviamo nulla del testo, solo il numero di token per l’addebito.
La pagina Privacy lo dice per interoNo. Il grosso lo scrive il modello: sul Bazar c’è un modulo apposta che gli insegna a consegnarti il riassunto della sessione già nella forma giusta. Poi lo archivia l’app: sull’App Android tocchi il MemoKen — la faccia MEMO — e confermi lo scaffale che ti propone; la faccia DROP porge invece i tuoi file alla chat, a lotti. Nel browser lo incolli in «Aggiungi log», o installi il MemoKen del browser, che lo porta dentro con un clic. Tu decidi cosa resta.
Come il modello scrive la memoria da soloPer la WebApp sì, e si crea in trenta secondi. Serve a scegliere quale spazio di lavoro aprire e a sapere quali moduli puoi scaricare — non a custodire quello che scrivi: i file restano sul tuo dispositivo.
Crea l’accountSul tuo dispositivo, mai sui nostri server. Nel browser scegli tu: una cartella del computer (dove il browser lo permette: Chrome, Edge, Opera, Brave) oppure l’archivio del browser, da cui escono quando vuoi con l’export ZIP. Sull’App Android, in una cartella del telefono. In ogni caso sono Markdown: si leggono senza di noi.
Cos’è la WebAppLa WebApp e l’App si usano gratis. Il Telaio e il Tier 2 del Reminder si prendono gratis con un account; dal Tier 3 in su la strada è Patreon, con l’abbonamento. Per i moduli, ognuno dice sul banco se è gratuito o quanto costa.
Il banco del BazarI tuoi file funzionerebbero uguale. Sono Markdown, lo Standard è pubblicato e vivono sul tuo dispositivo: il cloud, se l’hai acceso per un profilo, tiene solo una copia. Li apri con qualunque editor, li tieni sotto controllo di versione e li porti su un altro motore.
La portabilità, per estesoNel browser, ovunque: la WebApp gira su desktop e sul browser del telefono — su iPhone è quella la strada. L’App nativa oggi è per Android, in beta, e si installa a mano dal sito.
Scarica l’App AndroidIllAIra non nasce come un’app: nasce da una posizione su che cosa sia un’IA, su chi debba possedere la continuità e sul rapporto che vale la pena costruirci. È scritta per intero, e sta in due pagine.
Il canale IllAIra Labs ha la versione lunga di quello che su questo sito è scritto: che cos’è il Continuity Layer e perché un’identità che resta cambia il rapporto con un modello. Non è un trailer — è una spiegazione intera, con i suoi tempi.


Esplora IllAIra CLM e costruisci un sé digitale che non sparisce alla chiusura della chat.