Salta al contenuto
Prodotto
IllAIra

IllAIra CLM

Continuity Layer Manager

L’app che tiene la memoria della tua IA sul tuo dispositivo: la scrivi, la organizzi in moduli, la cerchi, e la esporti pronta per qualunque modello — o la porgi a una chat rapida col DROP del MemoKen. I tuoi file restano tuoi.

Cosa fa

IllAIra struttura identità e memoria AI attraverso file di testo (.txt / .md) caricati nel contesto all’inizio di ogni sessione. L’app locale — Android e WebApp — è il cockpit: parser, editor, MemoKen, ricerca on-device, fusione, export. Il sistema è interamente model-agnostic: qualsiasi LLM che accetta testo può ospitare un’identità IllAIra.

Due strati strutturali

Strato fisico — zone di permesso

Tag [Pn]…[/Pn] definiscono chi può modificare una zona di memoria: da genetica (solo utente) a volatile (AI libera). Dentro l’app i permessi si fanno rispettare; dentro il modello, oggi, sono testo. Col tempo è molto probabile che i modelli si addestrino a rispettarli, conoscendone il senso. Usarli è l’unico modo perché lo rispettino anche fuori dall’app. Sicurezza e ownership esplicite, non opache.

Strato logico — architettura cognitiva

Gerarchia Markdown: moduli, sezioni FUNCTION/STATE/TRIGGER/ROUTINE, log timestampati. Organizza come l’IA legge e integra il contenuto.

Il cockpit dei moduli

CLM non gestisce un profilo monolitico: attiva, spegne e combina moduli e memorie sul dispositivo. L’IA riceve un setup mirato, già formattato e exportabile — potenziare il modello significa curare cosa entra nel contesto, non riscrivere tutto a ogni sessione.

Cosa fa l’app

In ordine d’uso, da dove si parte a cosa si ottiene. Le stesse cose sull’app Android e nella WebApp, salvo dove è scritto.

  1. 1

    Prendi un Reminder dal Bazar

    Fai
    Apri il Bazar dentro l’app e aggiungi al profilo un modulo gratuito, in italiano o in inglese.
    Ottieni
    Un file .md tuo, già nella forma che il modello legge: identità, moduli, spazio per la memoria.
  2. 2

    Scrivi come parli, l’app tiene la forma

    Fai
    Apri il file nell’editor, in Markdown o in vista naturale, e scrivi.
    Ottieni
    Lo standard IllAIra resta a posto senza che tu lo conosca. Se il file è cambiato sotto, l’app te lo dice prima di sovrascrivere.
  3. 3

    Guardalo come Sferografia

    Fai
    Tocca il pallino accanto al file.
    Ottieni
    La mappa di moduli, sezioni e log, con il battito su ciò che è acceso. Tocchi un nodo e modifichi da lì.
  4. 4

    Archivia un log con un tocco, senza scriverlo a mano

    Fai
    Chiedi al modello il riepilogo della sessione (IllAIra Logger, gratis nel Bazar) e copialo. Sull’App tocchi MemoKen — la tessera che resta sul bordo dello schermo anche mentre sei in chat, faccia MEMO — e lo scaffale te lo propone; giralo su DROP e consegna i file del profilo a Gemini o ChatGPT a lotti, attraverso Condividi. Nella WebApp incolli in «Aggiungi log», oppure installi il MemoKen del browser, che lo porta con un click — e lo scaffale te lo propone anche lì: dai nomi che l’IA ha scritto nel log, e per significato se hai scaricato un modello.
    Ottieni
    Data e intestazione le mette l’app, e la voce finisce in fondo alla zona dell’argomento giusto. Confermi sempre tu: niente si scrive da solo. Sul telefono il MemoKen è dell’App Android, vale in modalità Manuale e si accende da Impostazioni — di partenza è spento; nel browser è un’estensione da installare, e resta cattura. E lo stesso log non si archivia due volte: se la voce è già nel modulo che hai scelto — stessa data, stesso titolo, stesso testo — l’app te lo dice invece di appenderla di nuovo, sull’App Android e nella WebApp allo stesso modo. Con un modello scaricato nota anche lo stesso fatto scritto con altre parole: «Somiglia a:» con la voce precedente, e decidi tu — aggiungi comunque, o apri quello. Sotto ogni destinazione proposta, una riga dice perché è lì.
  5. 5

    Cerca per significato, sul dispositivo

    Fai
    Scegli un modello da Impostazioni → Ricerca per significato: l’app lo scarica una volta e costruisce l’indice dei tuoi file. Sull’App le taglie sono quattro (124, 347 e due da 612 MB); nella WebApp le prime tre — la più grande gira solo su Android, e la scheda del modello lo dice.
    Ottieni
    Cerchi «come mi sento quando…» e trovi il passaggio anche se non contiene quelle parole. Tutto sul dispositivo: i tuoi testi non partono in rete, mai. Senza modello resta la ricerca nel testo, che c’è sempre.
  6. 6

    Guarda tutto l’archivio insieme: la Sferografia 3D

    Fai
    Apri la Sferografia col pallino accanto al file, e in alto tocchi «3D». Tenendo premuto un pallino c’è la stessa voce, e da lì la vista si apre con quel nodo acceso e portato davanti. È dell’App Android, e chiede due cose che hai già se cerchi per significato: un modello scaricato e il profilo indicizzato. Se manca l’uno o l’altro la schermata te lo dice e ti porta dove si rimedia.
    Ottieni
    Il profilo intero in tre dimensioni, come un corpo a gusci: il profilo al centro, i file attorno, i blocchi per profondità. La direzione viene dal significato del testo, quindi chi parla della stessa cosa finisce nello stesso spicchio e i lobi si formano da soli. La vicinanza dice somiglianza, non un legame: le linee restano solo quelle che il file dichiara.
  7. 7

    Guarda i legami invece dell’ordine: la schermata «Legami»

    Fai
    Dalla Dashboard apri «Legami» — in Modalità Semplificata si trova dietro «⋯ › Altre opzioni ›», dall’Intermedia è in vista — sia sull’App Android sia nella WebApp. Il primo livello dei legami non chiede nulla ed è presente fin dal primo log che archivi con MemoKen: dove è finito il log, e dove l’app lo aveva proposto. Per il secondo — entità e relazioni — scarichi da Impostazioni → «Grafo di conoscenza» un modello che gira sul dispositivo, telefono o browser. Una sezione, e quello che scegli lì è una profondità, non un modello: due schede con un pallino, «Entità» ed «Entità e relazioni», ognuna dice in una riga cosa mette sulla mappa e cosa costa. Dentro ogni scheda c’è un solo modello in vista — quello in uso, oppure quello consigliato per il tuo dispositivo, con il peso scritto sul tasto — e le altre taglie stanno sotto «Altri modelli». Sotto «Entità» ci sono quattro dimensioni — 201, 331, 379 o 647 MB; sotto «Entità e relazioni» due voci, e nessuna delle due è una dimensione più grande: 325 MB e, dalla 0.1.74, 411 MB, e trovano anche le relazioni tra le entità — cioè le linee della nuvola stesse. Qualunque tu scelga, un solo modello è segnato come attivo, e la mappa legge quello. La prima dichiara ventidue lingue, la seconda sei — italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese — e si ferma lì. Il secondo livello chiede anche che la precisione della memoria non sia «per nome»: a quel livello la mappa non mostra cosa ha trovato un modello, e lo dichiara. Le relazioni si vedono nella mappa «Relazioni» della stessa schermata, e ci sono tre viste: 2D, 2.5D (predefinita) e 3D. Nella WebApp gli stessi sei modelli girano nel browser, dalle stesse Impostazioni: i file per il browser pesano un po’ di più — 202, 332, 382, 650, 371 e 456 MB — e un modello scaricato da una parte non è condiviso con l’altra.
    Ottieni
    Una nuvola in cui la posizione non dice niente — i pallini stanno dove si sono assestati — e a parlare sono le linee: dove hai archiviato un log, dove l’app ti aveva proposto di archiviarlo, quale blocco nomina quale cosa. Sono legami estratti, non indovinati. Col modello, ogni cosa trovata — persone, luoghi, date — diventa un pallino a cui si attaccano tutti i blocchi che la nominano; la taglia da 379 MB è addestrata su italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco, le altre tre ne dichiarano ventidue — giapponese, coreano, bengalese e russo restano fuori da tutte e quattro, e lì trova meno. Le quattro taglie trovano le cose, non le relazioni fra le cose: persone, luoghi, date. Le relazioni — «abita a», «possiede» — le trovano le due voci dopo le taglie, 325 MB e 411 MB, che non sono taglie più grandi ma un’altra capacità: da lì in poi una linea può nascere da quello che un ricordo dice, e non solo da dove l’hai archiviato. Quella da 325 MB è anche l’unica che dichiara giapponese, coreano, bengalese e russo, ma li ha dal motore su cui è costruita, non da un addestramento sulle relazioni: quanto ci trovi davvero non l’ha misurato nessuno. Quella da 411 MB, un altro motore della stessa famiglia, dichiara sei lingue — italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese — e si ferma lì. Entrambe guardano una finestra di 64 parole per volta: due cose lontane nello stesso blocco possono sfuggire loro. Il terzo livello sono domande dell’app, linee tratteggiate che accendi tu: non sono fatti sul tuo conto e non vengono salvate da nessuna parte. Niente di tutto questo esce dal telefono, o dal browser.
  8. 8

    Innesta un modulo, fondi due Reminder — o due moduli

    Fai
    Prendi un modulo dal Bazar, o un secondo Reminder, e fondilo con il tuo. Anche due moduli funzionali si fondono fra loro — il Logger con il Neural Tracing, un tuo custom con uno preso da fuori: nella WebApp e nell’App.
    Ottieni
    Quello che manca viene innestato, quello che hai già non si tocca, nessuna tua riga si perde. I moduli nuovi arrivano spenti: li accendi tu. Un Reminder e un modulo funzionale non si fondono fra loro: sono due gesti distinti, con due elenchi che non si incontrano.
  9. 9

    Esporta e inietta, su qualunque modello

    Fai
    Un tocco su Esporta: il file intero, o un albero di moduli scelti. Sull’App Android il lato DROP del MemoKen porge gli stessi file a una chat rapida, a lotti, dal foglio Condividi — non alle fonti di un Project.
    Ottieni
    Sul telefono, un tocco di MemoKen e i file arrivano nella chat giusta in blocchi di N, e aspetta che siano tutti dentro. Sul computer, testo pronto a entrare in Claude, GPT, Gemini, Llama. Il modello dà linguaggio e calcolo; il file dà il chi.
  10. 10

    Parla con la tua IA nella WebApp, con il profilo davanti

    Fai
    Nella WebApp, apri «Chat» dalla Dashboard e scegli chi risponde: la tua chiave (DeepSeek, OpenRouter, OpenAI, Mistral, Anthropic), o un modello sul tuo computer (Ollama, LM Studio). Scegli «Sui miei file» e la risposta arriva dai passaggi del profilo che corrispondono al tuo messaggio, con il Reminder davanti. Sull’App Android la via è il MemoKen con la tua IA.
    Ottieni
    Una risposta che conosce il tuo Reminder e cita i tuoi moduli, con i token sotto e «Stop» a metà. Niente viene scritto nei tuoi file a meno che tu non lo salvi col MemoKen, e confermi tu. Le conversazioni non sono memoria: restano sul dispositivo, per profilo, e non si sincronizzano mai. La chiave va solo al provider che hai scelto — IllAIra non la vede mai — e sparisce quando esci.
  11. 11

    Profili, backup, e la gemella nel browser

    Fai
    Un profilo per ogni identità; su desktop apri la WebApp con lo stesso account.
    Ottieni
    Stessi file, nessun cloud nostro. Se vuoi una copia sincronizzata tieni la cartella nel cloud che già usi: i file restano tuoi.

L’app ha tre modalità: Semplificata mostra i comandi essenziali, Intermedia aggiunge gli strumenti per curare quello che hai — la mappa dei Legami, la vista Markdown, i controlli della mappa — e Avanzata mostra tutto. Niente si perde — si cambia da Impostazioni → Modalità, e quello che una modalità non mostra sta sotto «Altre opzioni ›». La WebApp le ha tutte e tre: in Semplificata chiama le cose con quel che fanno per te — «La tua IA», «Salva questo ricordo» — con il nome tecnico a portata di mano, in Intermedia con il nome tecnico e la riga che lo spiega. Niente si perde: si cambia da ogni schermata e da Impostazioni → Modalità, sull’App.

È una beta: cosa è entrato in ogni versione sta sulla pagina delle novità. tutte le novità, dell’app e del sito

Ultima versione pubblicata: 0.1.125. tutte le novità, dell’app e del sito

Dall’app al Bazar

I moduli che curi in CLM restano file tuoi. Puoi prenderli dalla biblioteca ufficiale o pubblicarne di tuoi. Il Bazar serve entrambi i lati: moduli pronti da importare e, per chi progetta moduli, un canale per farli circolare.

Portabilità cross-model

Gli stessi file funzionano su Claude, GPT, Gemini, Llama. Il modello fornisce linguaggio e calcolo. IllAIra fornisce il perché e il chi.