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Voglio capire

Com’è fatto sotto: file, parser, moduli, retrieval.

Niente magia: un file Markdown con una struttura dichiarata, un parser che lo legge, un’app che lo disegna e lo cerca. Ogni scheda porta alla pagina che spiega quel pezzo per intero; poi le quattro strade per dare memoria a un’IA, a confronto; in fondo, la tabella dei due nomi di ogni cosa.

  • Markdown e parser

    Il Reminder è un file .md con una prima riga che dichiara il tipo, zone di permesso [P1]…[P5] che dicono chi può toccare cosa, e intestazioni con un ruolo. Il parser lo legge riga per riga e dice cosa non torna, prima che lo legga il modello.

  • Nuclei e moduli

    I moduli sono le capacità (funzionali) e i ricordi (mnemonici); i Nuclei li raggruppano e li accendono insieme. Due file omogenei si fondono senza perdere una riga: quello che manca viene innestato spento, quello che hai già non si tocca.

  • Ricerca per significato (retrieval)

    Un modello di embedding scaricato una volta, un indice costruito sul dispositivo, e la ricerca che trova il passaggio anche con parole diverse. Nel browser e sull’App, con lo stesso catalogo di modelli: i testi non partono mai.

  • Provenienza dei ricordi

    Ogni voce di diario porta una data e un argomento, e il modello la scrive nella forma corretta con il Logger. Con la Deferred Neural Tracing il modello emette una traccia dei moduli usati, da incollare nella Sferografia; la schermata «Legami», sull’App e nella WebApp, mostra dove è stato archiviato ogni log e quale blocco nomina quale cosa.

  • La Sferografia

    Non un grafo di note: disegna la struttura dichiarata nel file — moduli, sezioni, log — con il battito su ciò che è acceso. In 3D l’intero archivio a gusci; in «Legami» i legami.

  • Compatibilità

    Qualunque modello che accetti un file o un’istruzione permanente: Claude, ChatGPT, Gemini, Grok, Copilot, i modelli in locale. Dove si carica, servizio per servizio, e la riga da aggiungere perché non lo tratti come un allegato.

  • Documentazione

    La guida utente in PDF in cinque lingue, il protocollo per esteso, gli approfondimenti tecnici — e il sito stesso in markdown, per chi lo legge con un modello invece che con gli occhi.

  • Agenti, toolkit e integrazioni

    Il framework file dà a un agente chi è, cosa può toccare e cosa ricorda. Il Toolkit porta fuori i dati dai fornitori, e la guida alla migrazione trasforma chat, memory e custom instructions in Reminder, moduli e diari.

A confronto con le altre strade per dare memoria a un’IA

Oggi sono in uso quattro strade, e tre funzionano. Le mettiamo in fila con quello che ciascuna fa meglio di noi, perché un confronto che elenca solo i limiti dell’altro non è un confronto, è una pubblicità. La linea che ci separa non è «più memoria»: è chi decide cosa resta, dove vive, e cosa serve per spostarla.

La stradaChi la scrive, chi decideDove viveCambiare modelloIl suo punto di forza, e il suo prezzo
La memoria del fornitore (ChatGPT, Claude, Gemini)Il sistema: annota quello che giudica degno di restare, con parole sue. Puoi leggere l’elenco, cancellare una riga o chiedere che sia riformulata, e aggiungere qualche riga tua nella casella che ti dà. La forma resta sua.Sui server del fornitore, in una forma che è sua.Un’esportazione dove una legge lo impone: una copia, da rilavorare a mano prima che un altro modello possa usarla.Punto di forza: non ti chiede nulla, fin dal primo giorno. Prezzo: quello che entra è scelto per te se non dici il contrario, i contesti si mescolano tra loro, e andartene vuol dire rifare tutto a mano.
Framework di memoria per sviluppatori (Mem0, Letta, Zep, Cognee)Una pipeline: un modello estrae fatti dalla conversazione e li salva in un database vettoriale o a grafo, in automatico e su larga scala.In un database — ospitato da loro, o su un server tuo — dietro un SDK o un’API.Il motore può cambiare; la memoria resta in quel deposito e si muove con esso.Punto di forza: scala e automazione — migliaia di utenti, fatti che portano una data, un recupero misurato su benchmark. Prezzo: è infrastruttura per chi costruisce un agente, non uno strumento per chi ci parla; serve una chiave API o un server tuo, e la memoria è un deposito da interrogare, non un documento da rileggere.
Note e file locali (Obsidian, un wiki personale, una cartella di .md, MemPalace)Tu, o uno script che archivia tutto alla lettera. Niente viene scelto al posto tuo — e niente viene scelto.Sul tuo disco, in testo semplice o in un database locale.Allega o incolla: i file vanno ovunque, e li porti a mano ogni volta.Punto di forza: la ricerca, e il recupero — un indice trova una riga tra diecimila, e parti subito. Prezzo: una nota dice cosa hai scritto, non chi è chi la legge; niente dichiara cosa non si può riscrivere, e il modello legge solo quello che incolli ogni volta.
IllAIraIl modello scrive la voce con il Logger; tu decidi cosa resta, con un tocco sul MemoKen. Identità, moduli e zone sono dichiarati nel file, e l’app applica le zone.In file .md sul tuo dispositivo: una cartella, o l’archivio del browser. Nessun server nostro in mezzo.Lo stesso file in un altro motore: incollalo, o mettilo dove quel modello tiene i suoi documenti. La superficie cambia, l’identità no.Punto di forza: decidi tu cosa resta, chi è sta nel file prima della domanda, e il file viaggia da solo. Prezzo: token a ogni conversazione, un formato da imparare, un sì o un no che nessuno può dire al posto tuo — e dentro il modello le zone sono testo.

Nessuna delle quattro esclude le altre. Uno sviluppatore che costruisce su Mem0 o Letta può comunque dare all’agente un Reminder per chi è; un wiki personale sta dentro un modulo di memoria; la memoria del fornitore è dove parte la guida alla migrazione. Quello che non facciamo, apposta, è la pipeline automatica e il deposito: la voce passa sotto i tuoi occhi, e finisce in un file che puoi aprire senza di noi.

Le stesse cose, con due nomi

In modalità Semplificata la WebApp chiama le cose con quel che fanno per te; in Intermedia e Avanzata con il nome tecnico, e in Intermedia con la spiegazione accanto. È la stessa cosa e lo stesso file: questa tabella è la mappa, ed è la stessa che l’app usa.

In modalità SemplificataIn modalità Intermedia e AvanzataChe cos’è
La tua IAReminderReminder: il file che dice chi è la tua IA, come parla e cosa non deve toccare.
Ciò che la tua IA ricordaModuli di memoriaModuli di memoria: i diari che raccolgono i ricordi e le note datate della tua IA.
Come vuoi che si comportiModuli funzionaliModuli funzionali: le capacità e le regole che accendi e spegni.
Salva questo ricordoMemoKenMemoKen: nella WebApp l’estensione del browser, nell’App il pulsante che sta sopra le altre app; porta un ricordo dalla chat al diario giusto.
Ricordi utili per questa conversazioneRicerca per significatoRicerca per significato (retrieval): un modello scaricato una volta trova i passaggi vicini a quello che descrivi, anche con parole diverse.

Nella WebApp: la modalità Avanzata

Editor Markdown, cifratura dei blocchi, catalogo dei modelli con taglie e licenze, punteggi della ricerca, moduli funzionali e fusioni: tutto quello che la modalità Semplificata tiene un clic più in là, e l’Intermedia porta a metà strada. Si sceglie al primo avvio, si cambia da Impostazioni › Modalità, e niente si perde.

Due strade, una base sola

  • Voglio usarla

    La tua IA ti ricorda, da una conversazione all’altra e da un modello all’altro. Cosa cambia per te, come si salva un ricordo, dove restano i tuoi file, e come si prova in un clic.

    Il percorso semplice

  • Voglio capire Sei qui

    Markdown e parser, Nuclei e moduli, ricerca per significato, provenienza, Sferografia, compatibilità: com’è fatto sotto, con la documentazione e la tabella dei due nomi di ogni cosa.

Stessi file, stesso motore: cambia solo con quali parole te lo raccontiamo. Anche nella WebApp: modalità Semplificata, Intermedia e Avanzata, e si cambia quando vuoi.